Reggia di Caserta del XVIII secolo
Panoramica
Ubicazione: Caserta, Italia, Europa
La Reggia di Caserta del XVIII secolo e il suo parco vicino a Napoli, insieme all’Acquedotto di Vanvitelli e al vicino complesso di San Leucio espletarono la funzione di enclave reale e di città industriale.
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Reggia di Caserta del XVIII secolo
Il complesso monumentale di Caserta, seppur costruito con gli stessi criteri di altri palazzi reali del XVIII secolo, spicca per l’ampio respiro del progetto che comprende un imponente palazzo e un parco, gran parte del paesaggio naturale circostante e un’ambiziosa nuova città organizzata secondo i dettami urbanistici dell’epoca. Anche il complesso industriale di Belvedere, destinato alla produzione della seta, risulta di notevole interesse per i principi idealistici alla base della concezione originale e della gestione.
Nel 1734 Carlo III, figlio di Filippo V, divenne Re di Napoli, un regno indipendente non più soggetto alla corona spagnola. Nel 1750 decise di costruire una nuova reggia in grado di rivaleggiare con il Palazzo di Versailles. Venne progettata per essere il centro di una nuova città a livello delle più importanti capitali europee. Il progetto fu affidato all’architetto Luigi Vanvitelli, che in seguito si occupò del restauro di San Pietro a Roma. Il Bosco di San Silvestro, sulle colline di Montemaiuolo e Montebriano, era popolato di vigne e frutteti quando nel 1773 Ferdinando IV decise di recintarlo per creare una riserva di caccia.
La collina di San Leucio prende il nome dalla chiesa longobarda che ne occupa la sommità. I principi di Caserta, nel XVI secolo, costruirono ai suoi piedi un casino di caccia, il Belvedere. Il feudo venne acquistato da Carlo III e nel 1773 Ferdinando IV iniziò lavori di modifica del Vecchio casino di caccia, che venne poi abbandonato alla morte di suo figlio. Nel 1778 il re decise di avviare la produzione della seta. Il suo architetto, Collecini, trasformò l’edificio per il nuovo scopo e lo rese il centro di un ampio complesso industriale che comprendeva una scuola, alloggi per gli insegnanti, sale per i bachi da seta e strutture per la filatura e la tintura della seta. Nel 1789, il re stabilì una serie di leggi per regolare la Colonia reale di San Leucio che fissavano le tariffe di pagamento del lavoro a cottimo, abolivano le doti e prescrivevano l’uso di vestiti simili per tutti i lavoratori, in una sorta di proto-socialismo. Nel decennio successivo, si pianificò l’ampliamento del villaggio e Collecini disegnò vari progetti per una città, che sarebbe stata chiamata «Fernandinopoli», ma il sogno non vide mai la luce a causa dell’occupazione francese.
I laghetti dei giardini della Reggia, la Fabbrica reale di seta e la nuova città in progetto richiedevano grandi quantità d’acqua; per questo motivo, venne costruito l’Acquedotto Crolino (completato nel 1769) che convogliava le acque della sorgente di Fizo a 38 km di distanza sulla cima del Montebriano. Nel 1744 Carlo III acquistò la rigogliosa tenuta del Carditello. Nel 1784 vi fece costruire un casino di caccia che faceva parte di un complesso di case rurali e strade che si irradiavano a ventaglio dall’edificio principale. Quest’ultimo ospitava gli appartamenti reali al centro e gli spazi dedicati alle attività agricole e all’allevamento del bestiame sui due lati.
La Reggia è caratterizzata da una pianta rettangolare con quattro grandi cortili interni che si intersecano ad angolo retto. Occupa 45.000 m2 e, con i suoi cinque piani, raggiunge un’altezza di 36 m. Per avere un’idea delle sue dimensioni, basti ricordare che sulla facciata principale si aprono 143 finestre e che il complesso contiene 1200 stanze e 34 scalinate. L’edificio è fabbricato in mattoni e i due piani inferiori sono rivestiti con lastre di travertino. L’intera struttura è coronata da una cupola centrale. Di fronte alla facciata principale si trova una piazza d’armi ellittica. All’interno ci sono tre atri ottagonali, allineati lungo l’asse principale dell’edificio che fungono da fulcro per l’intero complesso. La monumentale scalinata principale dà accesso agli appartamenti reali, decorati e ammobiliati in stile settecentesco. La cappella, ispirata in quella di Versailles, si affaccia sull’atrio inferiore. Un altro elemento di notevole interesse è il Teatro Reale, un superbo esempio di architettura del XVIII secolo.
Il parco, che si estende sul retro del palazzo, venne progettato da Luigi Vanvitelli e completato da suo figlio Carlo. L’asse principale è punteggiato da una serie di fontane barocche e di corsi d’acqua. Questa splendida prospettiva termina con la Grande fontana, nella quale l’acqua cade da un’altezza di 150 m in un bacino decorato che raffigura Diana bagnandosi osservata dallo sfortunato Atteone.
Visita anche: UNESCO, Wikipedia
Contatti:
Viale Giulio Douhet, 81100 Caserta
Tel.: 0039 0823 277111
URL: http://reggiadicaserta.beniculturali.it/
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