Centro storico di Napoli
Panoramica
Ubicazione: Napoli, Italia, Europa
Tema: Città
Fondata dai Greci nel VII secolo a.C., la città di Napoli porta i segni delle diverse potenze che l’hanno governata fino all’unificazione dell’Italia nel XIX secolo.
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Centro storico di Napoli
Napoli è una delle più antiche città d’Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo conserva gli elementi della sua storia ricca di avvenimenti. I tracciati delle sue strade, la ricchezza dei suoi edifici storici caratterizzanti epoche diverse e la sua posizione strategica nella Baia di Napoli conferiscono al sito un valore universale senza uguali, che ha esercitato una profonda influenza su gran parte dell’Europa e al di là dei confini di questa.
Gran parte dell’importanza di Napoli è dovuta ai tracciati delle sue strade, che rappresentano venticinque secoli di crescita. Rimane ben poco sopra la superficie della città greca, ma, sin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, gli scavi hanno portato alla luce importanti scoperte archeologiche. Tre sezioni originali delle mura risalenti a questo periodo sono visibili nella parte nord-occidentale della città. Le rovine romane sono invece più considerevoli; ricordiamo in particolare il grande teatro, i cimiteri e le catacombe. La disposizione delle strade nelle prime parti della città è dovuta in gran parte alle sue origini classiche.
Il periodo che seguì il crollo dell’Impero Romano in occidente segnò l’inizio della costruzione di luoghi di culto su vasta scala; chiese come quelle di San Gennaro extra moenia, San Giorgio Maggiore e San Giovanni Maggiore mostrano ancora molti elementi dell’architettura del IV e del V secolo. La cappella di Santa Restituta nella cattedrale del XIV secolo si ritiene essere la prima basilica cristiana di Napoli. Castel dell’Ovo rappresenta una delle rovine meglio conservate del periodo normanno. Costruito per essere un monastero-fortezza sul sito di villa Lucullus, venne progressivamente modificato in diverse occasioni, fino alla sua forma attuale alla fine del XVII secolo.
Durante il periodo normanno e quello svevo, la città non si estese al di fuori delle sue mura classiche, ma l’arrivo degli Angioini segnò l’inizio dell’espansione fino all’assorbimento dei sobborghi e dei villaggi limitrofi. L’influenza dell’architettura e dell’arte occidentale iniziò a imporsi proprio in questo periodo. Il gotico francese interessò sia l’architettura religiosa che quella domestica. Al periodo angioino risalgono diverse strutture religiose, come San Lorenzo Maggiore, San Domenico Maggiore, Santa Chiara e altre, nonché edifici laici come Castel Nuovo, Castel Capuano e il Palazzo del Principe di Taranto. L’influenza più determinante proveniva dalla Francia meridionale e, nelle architetture della città, si possono infatti notare elementi gotici provenzali.
L’ascesa degli Aragonesi vide la creazione di numerosi nuovi edifici e la modifica di altri esistenti. Le mura cittadine vennero ristrutturate e razionalizzate. Il patrimonio rinascimentale di Napoli è principalmente il lavoro di architetti italiani e alcuni provenienti dalla Catalogna. Palazzo San Severino, oggi demolito, rappresentava uno degli edifici più sontuosi di questo periodo. A quest’epoca risalgono diverse chiese importanti (Santa Caterina a Formiello e il complesso di Monteoliveto). I primi anni del XVI secolo videro l’inizio di due secoli di dominio spagnolo e un nuovo rafforzamento delle difese, in particolare durante i vent’anni di governo del viceré Pedro de Toledo, che dette il via a una politica di pianificazione urbanistica come parte dei suoi sforzi di riorganizzazione sociale. Palazzo reale venne edificato nel 1600 e occupa un lato dell’imponente Piazza del Plebiscito. Le chiese costruite in questo periodo includono le fondamenta dell’ente caritatevole Monte dei Poveri Vergognosi, il convento di Sant’Agostino degli Scalzi e il collegio gesuita su Capodimonte.
I sobborghi continuarono a crescere e persino in queste zone si procedette alla costruzione di grandi strutture religiose e laiche. I quartieri sia all’interno che all’esterno delle mura si diversificarono per nazionalità, grado sociale e commercio. Anche il porto conobbe un periodo di espansione al fine di soddisfare le esigenze cittadine sempre in aumento nel XVII e XVIII secolo. Il XIX secolo vide invece cambiamenti più radicali nell’assetto urbano, in particolare con la creazione di Piazza Mercato durante il regno di Ferdinando IV in seguito alla distruzione da parte di un incendio di un’area di baracche in legno.
Dopo l’Unità d’Italia nel 1860, vennero svolti numerosi interventi di pianificazione e restauro. Si decise l’abbattimento dei quartieri di baraccopoli, in seguito al quale numerosi vecchi edifici vennero spazzati via per lasciare il posto a nuove strade, che modificarono i precedenti schemi urbani.

