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Ferrovia Retica dell’Albula

L’insediamento umano in questa regione delle Alpi risale certamente al periodo neolitico. L’età del bronzo fu una fase di insediamento importante e fu legata alla presenza di miniere. Comunità umane erano presenti nell’Alta Engadina. Gli itinerari transalpini servivano per scambi commerciali, che continuarono nell’età del ferro, tra gli Etruschi e i Celti, e successivamente dopo la conquista romana (15 a.C.)

Nel Medioevo, l’itinerario transalpino era un importante elemento di identità per le comunità che vivevano nelle montagne, le quali svolgevano un ruolo nel sistema di trasporto che utilizzava i passi. Si occupavano infatti della manutenzione, in cambio di pedaggi.

Nel XV e XVI secolo, il controllo del futuro Cantone dei Grigioni (Dreï Buden) si estese ai due passi dell’Albula e del Bernina, in particolare dalla Valtellina fino a sud-est del passo Bernina. Tuttavia, l’itinerario Albula/Bernina non era una delle principali strade romane e fu menzionato per la prima volta nell’Alto Medioevo, in connessione con le miniere. Successivamente vennero aperti altri itinerari transalpini per collegare l’Alta Engadina con le valli basse.

Una vera e propria strada che passasse per l’Albula/Bernina non venne realizzata fino al XVI secolo, in relazione al servizio postale francese, per realizzare un percorso sicuro fra Parigi e Venezia. La costruzione di strade attraverso le Alpi, nel senso moderno di strada carrozzabile con tratti in pendenza e ponti o viadotti resi sicuri grazie a opere di ingegneria, cominciò all’inizio del XIX secolo a seguito delle campagne d’Italia di Napoleone Bonaparte, tra cui, in particolare, il Colle del San Bernardo in Svizzera (completato nel 1820). La strada del Passo Bernina fu completata nel 1842 e la strada del Passo dell’Albula nel 1866. Una vera e propria stazione di posta fu costruita nel 1871 (Ospizio Bernina)

Il primo hotel fu costruito a St. Moritz nel 1857 e nello stesso anno un altro fu edificato presso il lago di Poschiavo, direttamente collegato alla strada. Successivamente si sviluppò il turismo estivo che proponeva nuove attività per il tempo libero per l’aristocrazia e la classe media alta, in particolare, sotto l’influenza delle elite britanniche. Nel 1900 a St. Moritz vi erano quattro «Grand Hotel». La necessità di maggiori e più efficienti servizi di trasporto, soprattutto in inverno, divenne un requisito indispensabile per il futuro economico degli abitanti delle montagne nonché per lo sviluppo di una promettente attività turistica.

Nella decade del 1890 nacque l’esigenza di creare una linea a vapore che si collegasse alla rete di ferrovie a scartamento metrico già esistente nel Cantone dei Grigioni nell’Alta Engadina, con partenza da Thusis e attraversamento in tunnel sotto il Passo dell’Albula. Erano in gioco importanti interessi culturali ed economici per il futuro di questa regione montuosa e per l’unità culturale e linguistica del Cantone dei Grigioni. La costruzione iniziò nel 1898 e la ferrovia fu inaugurata nel 1904 sotto la responsabilità della Ferrovia Retica controllata dal cantone. Le valli alte vennero poi collegate tra loro da una vera e propria rete a scartamento regionale, di cui la Ferrovia Retica dell’Albula rappresenta il tratto più spettacolare. La linea raggiunge Coira, la capitale del cantone, dove si collega alla rete ferroviaria svizzera a scartamento normale.

Il traffico in rapida crescita fu inizialmente gestito con la trazione a vapore, in particolare grazie a eccellenti motori a vapore per la montagna realizzati dalla ditta di Anatole Mallet nota a livello mondiale . L’efficienza della trazione elettrica tuttavia era stata dimostrata in montagna dal 1900 al 1910, sia in Svizzera che altrove. Un programma di elettrificazione con corrente alternata monofase per la linea dell’Albula venne elaborato nel 1913 e fu implementato nel 1919.

La ferrovia del Passo Bernina fu pianificata un po’ più tardi rispetto alla linea del Passo dell’Albula e si basò su una diversa concezione tecnica (vedi Descrizione della proprietà) e fu costruita da un’altra ditta. Venne utilizzato lo stesso scartamento, ma i locomotori e le carrozze non erano compatibili: corrente diretta per la prima linea e vapore poi sostituito dalla corrente alternata per la seconda linea, mentre i raggi di curvatura e lo scartamento erano più piccoli sulla linea del Bernina.

A seguito di difficoltà economiche dovute alla seconda guerra mondiale, la linea del Passo del Bernina passò sotto il controllo della Ferrovia Retica nel 1944. L’alimentazione a corrente diretta passò da 750V a 1000V; lo scartamento venne allargato; successivamente, di recente, vennero introdotti locomotori e treni in grado di funzionare con entrambi i sistemi elettrici, realizzando così, seppur tardivamente, un vero collegamento transalpino su queste due linee storiche. È in corso un ulteriore ampliamento, con conseguenti modifiche alle opere di ingegneria (Vedi sezione 3 – Autenticità).

L’apertura delle linee ferroviarie ha accompagnato e sostenuto un notevole incremento dell’attività turistica, in particolare nello sviluppo degli sport invernali, di cui Saint-Moritz può essere considerato uno dei principali siti fondatori.

Un secondo boom alberghiero ebbe luogo nel periodo precedente la prima guerra mondiale.

Quando si svolsero i primi giochi olimpici invernali nel 1928 e successivamente nel 1948, venne riconosciuto il ruolo prominente svolto dalla regione di St. Moritz nella creazione e nello sviluppo degli sport invernali.

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