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L’antica Kyoto: il Tempio Daigo-ji

Kyoto è stato il centro principale dell’evoluzione dell’architettura religiosa e secolare e della progettazione di giardini tra l’VIII e il XVII secolo, e in quanto tale ha avuto un ruolo decisivo nella nascita delle tradizioni culturali giapponesi che, soprattutto per quanto riguarda i giardini, hanno avuto un impatto profondo sul resto del mondo a partire dal XIX secolo. Il Buddismo era già stato introdotto dalla Cina e la cultura cinese stava avendo una forte influenza sul Giappone quando la capitale fu spostata da Heijo-ko (Nara), dopo dieci anni a Nagaoka, a Kyoto con il nome di Heian-ko nel 794 d.C. Il piano regolatore fu realizzato sul modello di città cinesi come Changshan, capitale della Cina della dinastia Tang. Fu il cuore della società aristocratica che si raccoglieva intorno alla corte imperiale per i quattro secoli del periodo Heian (794-1192). Per gran parte di questo periodo fu imposto il divieto di costruire templi buddisti all’interno della città, ad eccezione dei due templi imperiali (To-ji e Sai-ji).

Le strutture di questo sito patrimonio dell’umanità che risalgono alla fondazione di Heian-kyo sono Karmwakeikauchi-jinja (santuario scintoista), Amomioya-jinja (santuario scintoista), Kyo-o-gokoku-ji To-ji (tempio buddista), Kiyornim-dera (tempio buddista) ed Enryaku-ji (tempio buddista); i due grandi templi buddisti di Daigo-ji e Ninna-ji sono rappresentativi del primo periodo Heian. Verso la fine del periodo Heian, la classe militare dei samurai stava diventando più potente e il conseguente malcontento generale, abbinato al fatto che, secondo la dottrina buddista, il mondo stava entrando nei suoi ultimi anni di esistenza, portò nel 1052 a un aumento del fervore religioso. Il tempio buddista di Byodo-in e il santuario Ujigami-jinja risalgono a questo periodo.

Una guerra civile scoppiata nel 1185 portò all’instaurazione di un regime militare di samurai a Kamakum; la corte imperiale rimase però a Kyoto. Il tempio Sekisui-in del Kozan-ji è il migliore esempio di architettura residenziale di questo periodo, che si è concluso nel 1332 con l’instaurazione dello shogunato Muromachi. Durante questo periodo furono realizzati grandi templi della setta Rinzai Zen, ad esempio il Temyu-ji, e creati giardini Zen, di cui ne è un esempio rappresentativo il giardino del tempio Saiho-ji.

Alla fine del XIV secolo lo shogunato Muromachi raggiunse l’apogeo della sua potenza, evidente in edifici quali la villa dello shogun Ashikaga Yoshimitsu, che in seguito divenne il tempio buddista Rokuon-ji. Anche la villa di uno shogun successivo, Ashikaga Yoshimasa, realizzata in uno stile più raffinato alla metà del XV secolo, fu convertita in un tempio, il Jisho-ji. La progettazione dei giardini diventò arte pura, di cui ne è dimostrazione il giardino della residenza dell’abate di Ryoan-ji. La città di Kyoto fu in gran parte distrutta durante la guerra Onin (1467-77), ma fu ricostruita da una nuova classe di commercianti della città, che prese il posto degli aristocratici che fuggirono durante la guerra. Nel 1568 Oda Nobunaga si impossessò del potere e il suo successore Toyotomi Hideyoshi unificò il Paese e costruì un muro di 23 chilometri intorno a Kyoto. Il centro del potere fu trasferito a Edo (l’attuale Tokyo) quando si instaurò un nuovo shogunato sotto la guida di Tokugawa Ieyasu. All’autorità dello shogunato di Tokugawa fu data forma materiale a Kyoto con la costruzione del castello fortezza di Ngo-jo nel cuore della città. Allo stesso tempo furono abbattute le difese di Hideyoshi.

La stabilità politica del periodo Momoyama (1573-1614) favorì la nascita di un nuovo sentimento di fiducia tra i militari e i commercianti, evidente nell’opulenza e spavalderia dell’architettura, rappresentata dal complesso residenziale Sanpo-in, dal giardino di Daigo-jo e dalle sale per la preghiera e per i ricevimenti del tempio buddista di Hongan-ji, spostato da Osaka a Kyoto per essere simbolo della rinascita della città. I primi anni del lungo periodo Edo (1615-1867) furono caratterizzati dalla ristrutturazione in stile tradizionale dei templi e dei santuari Heian, come quello di Kiyomimdera. Durante questo periodo si stabilì la supremazia di Kyoto come centro di pellegrinaggio. Dopo il rinnovamento Meiji del 1868 la capitale e la corte imperiale furono trasferite a Tokyo.

Uno dei risultati fu l’adozione di una politica di modernizzazione che trasformò Kyoto in una città moderna. Questo portò a trascurare l’eredità culturale della città ma il governo nazionale, che era consapevole di quanto stava accadendo, introdusse nel 1871 il primo decreto per la tutela delle antichità. Questo decreto fu soppiantato nel 1897 dall’importante legge per la preservazione dei santuari e templi antichi che segnò l’inizio dei programmi di tutela e conservazione del moderno Giappone.

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Il tempio di Daigoji, situato a sudest di Kyoto sulla strada che conduce a Nara, è stato un’importante tappa per i pellegrini e altri viaggiatori sin dal X secolo. Giungevano al tempio per pregare, amminare la splendida pagoda di cinque piani e, in primavera, per vedere sbocciare i migliaia di fiori di ciliegio.

In origine, il tempio venne costruito in cima al monte Daigo nell’anno 874, dopo che un monaco buddista di nome Shobo costruì un eremo in quel punto e scoprì ciò che riteneva essere un pozzo sacro. In seguito, amici dell’Imperatore Daigo dettero una mano per costruire il complesso del tempio, chiamato in suo onore, nei pressi della vetta della montagna. Si trattò del tempio «Chokugan-ji», un tempio costruito dietro volontà dell’imperatore, fattore che gli conferì un’importanza considerevole. Infatti, quando l’Imperatore Daigo ormai in crisi si ammalò e abdicò, si trasferì a Daigoji, dove morì, all’età di 46 anni, e venne seppellito. Successivamente, gli edifici del tempio vennero costruiti molto più in basso rispetto alla montagna.

Nel 1598, una delle più importanti figure della storia giapponese, Toyotomi Hideyoshi, generale e politico che unificò il Giappone, andò in visita al complesso del tempio di Daigoji. Visitò il tempio secondario del complesso, Sanpo-in, ne rimase affascinato e spese un’enorme quantità di denaro per restaurarlo e arricchirlo di importanti oggetti d’arte, murali e porte scorrevoli in carta rinforzata. Fu così importante che il periodo in cui rimase in carica viene spesso chiamato periodo Momoyama, in onore del suo castello.

I giardini Sanboin del tempio, che Hideyoshi utilizzava come rifugio privato sulla proprietà, presentano una straordinaria raccolta di rocce posizionate in modo artistico, che risalgono all’epoca dello stesso Hideyoshi, a quando i suoi signori feudali gli offrirono le rocce in dono.

Sebbene Daigoji fu all’apice dello splendore durante l’epoca di Hideyoshi, risale a molti secoli prima.

La sua pagoda a cinque piani, realizzata nel 951, è una delle due sole pagode giapponesi che risalgono al periodo Heian, epoca in cui la corte giapponese era al massimo dello splendore, e il buddismo e il taoismo erano in piena espansione.

È possibile arrivare ben oltre gli edifici principali del tempio, fino a Kami Daigo (kami superiore), un salone che ospita un’immagine di Kannon (la dea della misericordia), fattore che posiziona il tempio al numero 11 di una mappa di 33 templi di Kannon seguita spesso dai pellegrini.

Il tempio di Daigo-ji è il tempio principale della setta Shingon-Daigo del buddismo.
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